la zona dantesca a ravenna

“Il silenzio è la più profonda espressione della venerazione”


Ogni Settembre, a Ravenna, una serie di eventi celebrano DANTE ALIGHIERI, che qui in città morì nella notte fra il 13 e il 14 di questo stesso mese del 1321. Quest'anno c'è di più: oggi stesso infatti verranno inaugurate le celebrazioni per i settecento anni dalla sua morte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presenza del quale verrà riaperta la tomba al termine del recente restauro.

Un secolo fa, nel 1921, per le celebrazioni del sesto centenario, venne inaugurata l'adiacente Basilica di S. Francesco (ove si erano tenute le esequie del poeta) dopo il restauro, a cui venne sottoposta nei tre anni precedenti, che la spogliò della sua veste tardo barocca. L'idea fu promossa in particolare da Don Giovanni Mesini, appassionato studioso di Dante, con l'intenzione di riscoprire l'aspetto che la chiesa doveva avere nel Trecento.

Questo fu l'inizio di una serie di interventi nell'area che oggi conosciamo come zona dantesca o del silenzio, che coinvolsero alcuni dei luoghi e degli edifici che idealmente abbracciano il sepolcro di Dante Alighieri.

Fra questi, per esempio, ci fu il Palazzo della Provincia, che venne edificato negli anni '20 del Novecento, insistendo sul palazzo settecentesco appartenuto ai conti Rasponi; poi divenuto un albergo alla fine dell'Ottocento, il lussuoso Hotel Byron; acquistato nel 1918 dal Partito Socialista e divenuto sede della Federazione delle Cooperative, fu oggetto di un assalto squadrista nel 1922, dato alle fiamme e distrutto. Immediatamente ci si pose il problema della sua ricostruzione. Il progetto venne commissionato all'architetto piacentino Giulio Ulisse Arata, che si affidò a uno stile neomedievale, proseguendo nel rievocare, attraverso l'architettura, la Ravenna di Dante. Prese poi forma anche l'idea di fare di tutta l'area una “zona di rispetto”. In occasione dell'inaugurazione dei lavori, Corrado Ricci, primo Soprintendente ai Monumenti di Ravenna, intellettuale e storico dell'arte, pronunciò il seguente discorso: “Oggi finalmente […] si inaugurano i lavori destinati ad allontanare i rumori del traffico dal sepolcro ove Dante riposa; non lavori di inutile pompa ma di reverente devozione; […] che mai, o signori, le parole 'zona di rispetto' ebbero più preciso significato ed applicazione, perché zona di rispetto suona ad un tempo zona di silenzio, ed il silenzio è la più profonda espressione della venerazione”.

Vi aspettiamo per accompagnarvi nei #luoghidanteschi di Ravenna.