ravenna nello sguardo di un viaggiatore

Gaio Sollio Sidonio Apollinare (430 circa - 486) è stato un nobile gallo-romano, alto funzionario dell'Impero romano, poeta, epistolografo, vescovo di Alvernia e santo.

Nel corso della sua vita compie numerosi viaggi e visita molti luoghi tra cui Ravenna di cui ci ha lasciato una descrizione curiosa da cui si evincono gli splendori della capitale dell’Impero romano d’Occidente, ma anche le sue difficoltà legate al clima e all'acqua stagnante.


Ecco la descrizione di Ravenna:

In quella palude con rovesciamento continuo di tutte le leggi di natura, i muri cadono e le acque stanno ferme, navigano le torri e le navi non si muovono… Mentre sei felicemente esule a Ravenna, con le orecchie trafitte dalle zanzare, ti saltella intorno la loquace turba delle rane municipali. In quella palude, i malati passeggiano e stanno a letto i medici, i bagni sono freddi e nelle case si crepa di caldo, i vivi patiscono la sete e i sepolti nuotano nell’acqua, vegliano i ladri e dormono le autorità, i chierici praticano l’usura e cantano i salmi di Siri, i mercanti fanno i soldati e i monaci fanno i mercanti, i vecchi giocano alla palla e i giovani ai dadi, portano le armi gli eunuchi e i soldati federati fanno i letterati. Guarda un po’ che razza di città è quella dove tu hai casa, una città che più facilmente ha potuto avere un territorio che un terreno!


Autore: Alessandra Broccoli guida turistica abilitata fancese inglese italiano www.itinerariinromagna.it



ph. Emilia Giord - Archivio Photo Emilia Romagna

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